Siamo chiusi al pubblico ma non all’innovazione

Era il 1° Marzo e in Italia l’emergenza era ancora circoscritta alla città di Codogno, Fombio e Vo Euganeo, in Trentino ancora doveva arrivare l’onda, ma pensare alle tantissime bambine e bambini costretti in casa non poteva lasciarci indifferenti. Bene in meno di 48 ore abbiamo progettato, testato ed avviato la serie di appuntamenti live #Unpomeriggiodaprogrammare.  Un’idea per venire incontro ai ragazzi e ragazze costretti a casa dal virus, senza escludere anche tutti gli appassionati di programmazione e innovazione digitale, offrendo dei mini-tutorial didattici. “Un pomeriggio da programmare” è un progetto che nasce nel pieno spirito FabLab: condividere competenze per renderci più consapevoli ed autonomi. Pensato per le ragazze e i ragazzi a partire dagli 8 anni, il programma, che può essere un valido strumento anche per genitori e insegnanti, propone dei video-tutorial in diretta Facebook sul canale del MUSE, fruibili ogni lunedì, mercoledì e venerdì alle 15 per una durata di 30′. Ma non potevamo fermarci a questo e infatti abbiamo risposto alla chiamata internazionale dei FabLab. Mettere a disposizione knowhow e tools per realizzare device protettivi per gli operatori sanitari che in prima linea combattono per noi tutti il Covid-19. Gli amici del CIBIO, il Dipartimento di biologia cellulare, computazionale e integrata dell’Università di Trento, ci ha richiesto delle visiere protettive da utilizzare durante l’analisi dei tamponi e non ce lo siamo fatti ripetere due volte. I un solo giorno siamo riusciti ad avviare la produzione dei primi schermi facciali, lavabili e riusabili con una visiera costituita da una speciale ‘plastica’ trasparente prodotta attraverso la fermentazione dell’amido di mais. Quello che abbiamo iniziato a produrre, è un modello, di ispirazione internazionale ma ottimizzato secondo le necessità del Centro di Povo e il cui progetto per stampanti 3D, in pieno spirito di condivisione FabLab, che potete scaricare e al seguente link.

 

Ora cosa resta da fare? Beh continuiamo a supportare i ricercatori e se siete anche voi Makers potete contattarci e partecipare anche voi alla chiamata dei FabLab contro il Covid-19.